Parassiti nel cucciolo di Shiba Inu: prevenzione, prevenzione, prevenzione!

di Andrea Fedele 5 min lettura Cura e sviluppo

I parassiti non sono un dramma, basta seguire una corretta prevenzione.

Nella sua vita quotidiana il cane può venire accidentalmente a contatto con i parassiti, l’importante è la copertura che andremo a fornirgli seguendo attenti e puntuali protocolli. Oggi la farmacologia offre una serie di strumenti efficaci nel combattere le infestazioni interne ed esterne, ed è importante sapere quali usare a seconda del contesto ambientale in cui ci troviamo. I parassiti hanno degli habitat ben precisi, ad es. in città i pericoli principali provengono dai parassiti interni, spesso presi in passeggiata annusando rigurgiti o deiezioni di altri cani, difficile trovare zecche o pulci sul marciapiede, mentre in ambienti rurali, quali campagna o boschi, i parassiti esterni la fanno da padrone.

La prevenzione comincia da noi

Ogni cucciolo Shinjukawa viene consegnato sverminato, con due vaccinazioni, libretto sanitario e certificato veterinario di buona salute, e se l’età lo consente con il trattamento per i parassiti esterni: è il nostro protocollo, non un’opzione. La sverminazione del cucciolo e della madre durante l’allattamento serve a partire con un carico parassitario intestinale azzerato o quasi. Da lì in poi, la prevenzione entra nelle tue mani e i tempi vanno seguiti con la programmazione che indicherà il veterinario.

I vermi intestinali

Gli ascaridi e la giardia sono i più comuni nei cuccioli: si contraggono anche dall’ambiente, non solo dalla madre. I segnali tipici sono addome dilatato, feci irregolari o sanguinolente, crescita lenta, a volte vomito. La diagnosi si fa con esami delle feci periodici — economici e veloci — e il trattamento è semplice quando la somministrazione avviene per tempo. La regola pratica: esami fecali almeno un paio di volte nel primo anno, poi secondo il piano che il veterinario ritiene opportuno in base allo stile di vita del cane.

Pulci e zecche

Le pulci sono piccoli parassiti privi di ali che si nutrono del sangue del cane, moltiplicandosi con estrema rapidità: una singola femmina può deporre fino a cinquanta uova al giorno, infestando non solo l’animale ma anche l’ambiente domestico — cucce, tappeti, divani e fessure del pavimento. Il sintomo più evidente è un prurito intenso e persistente, che porta il cane a grattarsi, mordersi e leccarsi in modo compulsivo, con conseguente arrossamento cutaneo, perdita di pelo e lesioni da autotraumatismo. Nei soggetti predisposti può svilupparsi la dermatite allergica da pulci (DAP), una reazione allergica alla saliva del parassita che amplifica enormemente l’irritazione anche con poche punture. Le pulci sono inoltre vettori della tenia (Dipylidium caninum), che il cane contrae ingerendo accidentalmente una pulce infetta durante la toelettatura, e nei cuccioli o nei cani di piccola taglia un’infestazione massiva può provocare anemia, riconoscibile da mucose pallide, debolezza e apatia.

Le zecche sono parassiti ematofagi che si annidano tra il pelo del cane, soprattutto in zone come orecchie, collo, ascelle e spazi interdigitali. Oltre al fastidio locale — arrossamento, prurito e possibili infezioni cutanee nel punto di aggancio — il vero pericolo è rappresentato dalle malattie che possono trasmettere attraverso il morso. Tra le più comuni e insidiose troviamo l’ehrlichiosi, la babesiosi (o piroplasmosi), l’anaplasmosi e la malattia di Lyme (borreliosi). I sintomi a cui prestare attenzione sono: febbre, letargia, perdita di appetito, zoppia o rigidità articolare, mucose pallide, perdita di peso e, nei casi più gravi, sanguinamento anomalo o urine scure. Poiché molte di queste patologie possono manifestarsi anche giorni o settimane dopo il morso, è fondamentale ispezionare il cane dopo ogni uscita in ambienti a rischio — prati alti, boschi, aree rurali — e rivolgersi tempestivamente al veterinario in presenza di qualsiasi segnale sospetto.

Per mitigare i rischi e prevenire infestazioni è necessaria una prevenzione antiparassitaria assidua: spot-on o compresse (sono contrario ai collari), il veterinario sarà sicuramente in grado di consigliarvi il prodotto ed il dosaggio adatto all’ambiente in cui vive il cane.

Esistono prodotti da ingerire che sono in grado di offrire protezione contemporaneamente contro parassiti interni ed esterni, io personalmente preferisco dividere i trattamenti tra compresse masticabili per la sverminazione da eseguire 3/4 volte l’anno, e gli spot-on (pipette) contro i parassiti esterni tutti i mesi — anche in inverno.

La copertura anche in inverno è necessaria non tanto per le zecche ma a ridurre il rischio di Leishmaniosi.

La leishmaniosi: una malattia grave

La leishmaniosi è trasmessa dalla puntura di un piccolo insetto simile a una zanzara (il flebotomo o pappatacio) che inietta nel cane un parassita microscopico, il protozoo “Leishmania infantum”, ed è purtroppo ormai presente sulla quasi totalità del territorio italiano. La malattia è una cosiddetta zoonosi, ovvero una malattia trasmissibile dall’animale all’uomo, ed anche se il rischio di contrarre la malattia per un soggetto umano adulto e sano rimane basso, poiché il sistema immunitario riesce spesso a respingere il parassita, può essere pericolosa per bambini, anziani e persone immunodepresse. In Italia se ne contano ormai circa 200 casi l’anno, la più alta incidenza in Europa.

Una volta entrato nel sangue, il parassita colpisce il sistema immunitario del cane, localizzandosi in organi chiave come il midollo osseo, la milza, i linfonodi e i reni. A seconda della risposta immunitaria del singolo animale, il parassita può causare una patologia cronica e progressiva che si manifesta principalmente in due forme:

  • Forma cutanea: provoca perdita di pelo (specialmente intorno agli occhi), ulcere, dermatite e crescita anomala delle unghie.
  • Forma viscerale: danneggia gli organi interni, portando a perdita di peso, letargia, ingrossamento dei linfonodi e, nei casi più gravi, a un’insufficienza renale potenzialmente letale.

Fortunatamente per la Leishmania del cane esiste oggi un vaccino da fare annualmente, che seppur garantendo una copertura del 90%, è il caso di valutare insieme alle altre misure di prevenzione.

Noi non automedichiamo e ti invitiamo a fare lo stesso: è l’unico atteggiamento responsabile su questo fronte.

Mai automedicazione

I prodotti antiparassitari dosano per chilogrammo e per età, e alcuni sono tassativamente vietati su alcune specie o soggetti: un insetticida adatto a un cane adulto può essere tossico per un cucciolo, e i prodotti per cani contengono spesso molecole letali per i gatti con cui condividono la casa. Nessuna approssimazione: ogni scelta passa dal veterinario, che conosce il tuo cucciolo e il territorio.

In sintesi

Sverminazione alla fonte — la garantisce l’allevamento — poi calendario di prevenzione esterna, esami fecali periodici, screening per la leishmaniosi ed i consigli del veterinario di riferimento. Tutto il resto è abitudine. Se stai valutando un cucciolo, guarda i cuccioli disponibili, leggi le FAQ e conosci chi alleva: la prevenzione è il primo capitolo del supporto a vita.

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