Educazione di base dello Shiba Inu: quali comandi, tempi e metodo

di Andrea Fedele 10 min lettura Cura e sviluppo

Il cane vive nel qui ed ora: premi e correzioni funzionano solo se arrivano in quel momento. Tutto il resto è inutile o dannoso.

Il qui ed ora: la regola d’oro

Lo Shiba, ed in generale tutti i cani — vivono nel qui ed ora: pur avendo una memoria a breve e lungo termine, non collegano un evento attuale a un comportamento tenuto anche solo pochi minuti prima. È dunque evidente che sgridare il cane quando al rientro a casa trovate un danno, per qualcosa fatto precedentemente, è solo inutile e controproducente. Lui non capisce il nesso, percepisce solo la vostra rabbia e potrebbe collegare il vostro sfogo a qualcosa di completamente diverso sviluppando ansie ingiustificate ed iniziando a temere il vostro ritorno accogliendovi con atteggiamenti di sottomissione.

Il cane invece impara dall’associazione immediata: va premiato al massimo entro un paio di secondi dal comportamento desiderato, ma in generale più rapido è meglio è, per questo nell’addestramento avanzato si usano strumenti come il clicker, in grado di segnare il comportamento voluto in modo quasi istantaneo. Viceversa di fronte a comportamenti indesiderati mostriamo il nostro disappunto interrompendo la relazione usando la voce per pronunciare un secco no, ma nella mia esperienza anche suoni simili ad un breve ringhio sordo ripetuto funzionano bene.

Per “interrompere la relazione” si intende privare il cane della vostra attenzione. Se ad esempio giocando il cane vi afferra le mani con la bocca e voi non volete che lo faccia, dite no, incrociate le braccia restando fermi e se non basta dategli la schiena. Se fatto bene, in breve tempo capirà che vi è sgradito e smetterà di farlo.

Immediatezza e chiarezza nella comunicazione: bastano queste due regole per ottenere grandi risultati. Le prediche, tenere il muso lungo, le punizioni differite non servono. Ogni intervento educativo si gioca nei secondi, non nei minuti. È anche il motivo per cui la tempestività del proprietario conta più di qualsiasi altra cosa: un premio dato al momento giusto vale più di un’ora di esercizi fatti male.

Rinforzo positivo: come premiare davvero

Quando vogliamo insegnare qualcosa al nostro shiba, quindi siamo in una sessione di “lavoro”, premiare non significa divenire un distributore di biscotti, ma marcare il comportamento esatto al momento esatto. Intanto il premio: deve essere piccolo e morbido, da mangiare in un secondo, non qualcosa che richiede masticazione ed interrompe l’esercizio, e soprattutto deve arrivare subito. La voce e le carezze sono altrettanto importanti. La voce va sempre associata al premio, diventa un rinforzo efficace solo dopo essere stata associata al cibo, e ci consentirà di diminuirlo progressivamente fino ad eliminarlo del tutto: in questo modo il premio diverrà il “Bravo”, e di tanto in tanto come rinforzo arriverà il bocconcino. Questo è necessario perché i cani furbi, e gli shiba lo sono, potrebbero mettere in atto comportamenti virtuosi anche quando non richiesti solo per avere il premio: si dice che vanno in “richiesta”. Ad esempio, se insegniamo al nostro shiba il seduto, potrebbe iniziare a sedersi anche quando non glielo chiediamo aspettando di essere premiato. A quel punto bisogna stare attenti perché si rischia di invertire il rapporto, che diventa — Quando mi siedo tu mi premi — a quel punto è lui che sta addestrando noi!

Ovviamente mai usare un premio per far smettere un comportamento indesiderato — se date il biscotto al cane che abbaia per farlo tacere, gli state dicendo che per voi è positivo e continuerà più di prima.

Per mantenere un cane mentalmente attivo, un piccolo segreto è premiare anche comportamenti spontanei positivi — e per questo vi consiglio di portare sempre qualche premio con voi. Il cane che si sdraia tranquillo accanto a voi mentre siete a tavola, vi guarda prima di attraversare la strada, si corregge da solo invece di continuare a tirare — sono tutti comportamenti da incentivare. Se passano inosservati ed invece continuiamo a premiare solo gli esercizi comandati, il cane si spegnerà. Sarà un cane che non proverà a mettere in atto comportamenti creativi, perché avrà appreso che il premio arriva solo in seguito ad un comando: perderemo così la possibilità di esplorare cosa realmente può fare.

Un’altra tecnica davvero facile e divertente per entrambi per insegnargli nuovi comandi è tenere i premi in mano facendo in modo che li veda e restare fermi di fronte a lui senza chiedere nulla. Vedrete che inizierà spontaneamente a fare “cose” cercando di guadagnarsi la ricompensa. Appena farà qualcosa che vi piace, associate una parola e premiate: qui il tempismo è ancora più importante del solito, per cui siate fulminei. Ripetete l’esercizio attendendo che attui lo stesso comportamento associando il comando che avrete scelto ed in un lampo avrete un nuovo trick da mostrare agli amici.

Ricordate: un premio a sorpresa vale dieci comandi eseguiti a richiesta.

Correggere con tecnica, mai per rabbia

Correggere serve — educare non significa permettere tutto — ma va fatto con metodo: la correzione deve essere immediata, proporzionata, breve, e sempre seguita dalla possibilità di fare la cosa giusta ed essere premiato. Un no secco al momento esatto, reindirizziamo al comportamento corretto e premiamo appena eseguito. La sequenza è: interrompi, mostra cosa vuoi, premia. Soprattutto dovete sempre obbligatoriamente terminare ogni sequenza con una chiusura positiva, per non lasciare il cane in frustrazione. Senza la terza fase la correzione è solo punizione e non insegna nulla.

Mai sgridare al rientro dal richiamo, mai urlare, mai usare violenza o punizioni fisiche: sullo Shiba — notoriamente indipendente, intelligente e permaloso — mostrare durezza crea allontanamento, chiusura o conflitto, non obbedienza. Un cane sgridato per il ritorno lento collegherà il ritorno alla punizione e la prossima volta non tornerà affatto. E attenzione alla trappola più comune: sgridarlo per sfogare il vostro disappunto o nervosismo. Se vi ha fatto innervosire e siete arrabbiati, prima di procedere fermatevi e respirate: il cane legge il vostro stato d’animo meglio delle vostre parole, e una correzione data con rabbia insegna solo ad aver paura di voi.

I primi comandi: vieni, seduto, lascia — l’attenzione

Ogni comando andrebbe sempre preceduto dal nome del cane: il nome serve per avere l’attenzione a cui segue subito la richiesta. Se il cane non ci guarda, possiamo chiedergli tutto ciò che vogliamo, non è focalizzato su di noi, sta pensando ad altro e dunque non ci ascolta. L’attenzione è alla base di ogni richiesta e sessione di lavoro, per questo ci sono degli esercizi appositi che insegnano al cane a guardarci. Solitamente, se abbiamo un buon rapporto con il nostro shiba non serve, ma attenti perché lavorando con i premi potreste notare che il cane inizia a guardare le mani e non i nostri occhi, perdendo appunto “l’attenzione”. Come risolvere? Portate la mano con il premio all’altezza degli occhi e poi premiate lo sguardo: in poche ripetizioni il cane capirà che guardare voi paga più che fissare le mani.

Il nome deve sempre essere positivo, mai usato per sgridare o per chiamate a cui segue qualcosa di spiacevole.

Il “seduto” è solitamente uno dei primi comandi che si insegnano, e vi consiglio di provare ad ottenerlo come comportamento spontaneo da rinforzare usando la tecnica che vi ho illustrato prima. Di solito dopo vari tentativi vanno in frustrazione (è il momento in cui il cane si chiede “ma cosa diavolo vuole che faccia per darmi il premio”) e sedersi con una buffa espressione interrogativa in faccia è la prima cosa che fanno. In alternativa si può provare con l’esca o “luring” — dove il boccone guida il muso e induce la posizione — richiede un po’ di manualità, ma su internet si trovano diversi tutorial su come fare; se proprio trovaste difficoltà, rivolgetevi ad un educatore per qualche seduta.

Il “vieni” ed il “lascia” sono dei comandi salvavita, per questo è importante che siano fatti bene. Il “vieni” si inizia a costruire con richiami a breve distanza sempre premiati, aumentando la difficoltà per gradi, prima aumentando la distanza, poi le distrazioni (persone, altri cani, giochi). Il consiglio è quindi di iniziare in un ambiente protetto che può essere la vostra casa o il giardino, per poi spostarsi all’esterno, prima in luoghi tranquilli poi sempre più ricchi di stimoli diversi.

Il “lascia” serve a gestire risorse ed oggetti pericolosi e si insegna offrendo uno scambio vantaggioso, mai cercando di strappare l’oggetto di bocca: nel migliore dei casi lo vedrebbe come un gioco rinforzandolo a tenere, nel peggiore potrebbe suscitare aggressività. Offrite invece uno scambio vantaggioso, qualcosa di meglio in cambio di ciò che ha preso, e il cane imparerà che lasciare conviene.

Come lavorare? Usate sessioni brevi, massimo cinque minuti ripetute anche più volte al giorno: un cucciolo stanco o sovraeccitato non impara, e soprattutto sempre chiuse in positivo. Anche se l’esercizio su cui stiamo lavorando non è riuscito, chiudiamo con uno che conosce e premiamolo. Finire con un successo è l’ultima impressione della sessione ed è quella che il cane si porta dietro.

Risorse, gioco e regole di casa

Anche il gioco può essere utile all’insegnamento. Ricordate: qualunque gioco inizia e finisce quando lo dite voi. Voi avete il controllo del gioco che comunque è una delle risorse da gestire nel rapporto con il vostro shiba, ma sempre in modo positivo.

Del cibo abbiamo già parlato in un altro articolo, ma rimane il principio. Salvo rari casi sono contrario alla gestione della ciotola, che non deve essere rimossa. Dategli la razione giornaliera, deciderà lui quando mangiare, ed avrete sicuramente un cane più rilassato. Evitate prove di forza tipo togliere la ciotola mentre mangia per abituarlo (a cosa poi?): sono controproducenti e insegnano al cane che le vostre mani tolgono invece di portare. I nostri cuccioli arrivano già abituati e potete prendere e spostargli la ciotola anche mentre mangia, ma in altri casi, dove dovessero esserci delle difficoltà, costruite la fiducia insegnandogli che la vostra presenza vicino alla ciotola è positiva, avvicinate cose buone mentre mangia, o lasciate cadere un premio nella ciotola mentre gli passate accanto.

È fondamentale che le regole di casa siano decise una volta ed osservate da tutti i familiari: lo Shiba è un opportunista intelligente e sfrutta ogni incoerenza tra familiari — se uno permette e l’altro vieta, il cane non impara la regola, impara con chi può trasgredire ed andrebbe ad inficiare anche il lavoro su altri aspetti. Divano sì o no, camera sì o no, eccetera: tutti devono dare lo stesso input. Scrivete le poche regole essenziali e fatele rispettare a tutti, ospiti compresi.

L’importanza della voce

Spesso si sorvola su di un aspetto importante: anche la forma con cui comunichiamo con il nostro cane è importante. Il tono di voce che usiamo e come pronunciamo i comandi sono importanti. Un tono alto o stridulo, invece che uno basso e profondo, non vengono percepiti allo stesso modo dal cane e non hanno lo stesso effetto: un comando pronunciato come una frustata o dolcemente, idem. Impariamo ad usare la nostra voce.

Quando si tratta di insegnare o chiedere, meglio un tono calmo e profondo: trasmette sicurezza ed autorità, viceversa i toni alti e striduli sono legati all’eccitazione ed al gioco. D’altronde possiamo vederlo noi stessi: quando giochiamo con il cane che tono di voce usiamo spontaneamente? Quindi non trascuriamo questo aspetto della relazione. Se vogliamo migliorare l’ascolto da parte del nostro cane usiamo la nostra voce nel modo corretto, vedrete subito la differenza.

In sintesi

Qui-ed-ora come regola d’oro, rinforzo marcato subito anche per i comportamenti spontanei, correzione tecnica breve mai con rabbia, comandi insegnati per gradi in micro-sessioni, gioco e risorse gestiti senza forza, regole di casa uguali per tutti, voce usata con consapevolezza. Per il richiamo leggete la guida dedicata; per le passeggiate la guida al guinzaglio; per un cucciolo educato così guardate i cuccioli disponibili, le FAQ e conosci chi alleva.

Come si corregge uno Shiba senza rovinare tutto?

Subito, in modo breve e proporzionato, poi occasione immediata di correggersi ed essere premiato. Mai al rientro dal richiamo, mai urlando, mai per rabbia: sullo Shiba la durezza crea chiusura, non obbedienza.

Quali comandi insegnare per primi allo Shiba?

L'attenzione, poi nome-vieni per primo (nome sempre positivo), lascia scambiando e seduto. Micro-sessioni ripetute durante la giornata chiuse sempre in positivo.

Bisogna premiare sempre col cibo?

All'inizio sì: voce e carezze diventano rinforzi efficaci solo dopo associazione col cibo. Premiate anche comportamenti spontanei desiderabili, non solo gli esercizi comandati: così il cane impara a comportarsi bene di sua iniziativa.

Il cucciolo morde le mani giocando: che fare?

Il gioco finisce subito e chiudo la relazione, senza drammi ma senza eccezioni; mai usare le mani come prede. Il gioco ha regole: la gestione è nostra.

Devo togliere la ciotola per abituarlo a non ringhiare?

No: se ringhia hai già un problema, le prove di forza sono controproducenti. Lavora sulla fiducia avvicinando cose buone mentre mangia: la vostra presenza vicino alla ciotola diventa positiva e lasciala sempre disponibile, il cibo non è un problema, se non la vive come risorsa non ha motivo di difenderla.

← Torna al blog

Contatti

Hai domande sugli Shiba o sei alla ricerca di un adorabile cucciolo?

Non esitare a contattarci, per noi è sempre un piacere parlare di questi fantastici cani!

Puoi farlo tramite i nostri social, scrivendo un'email o chiamandoci semplicemente utilizzando i pulsanti che vedi a destra dello schermo.

Saremo felici di rispondere alle tue domande su alimentazione, cura, educazione o qualsiasi altra cosa tu voglia sapere su questa razza straordinaria.

Se sei interessato ad adottare un nostro cucciolo, ti aiuteremo nella scelta e nel processo di adozione.

Non vediamo l'ora di sentirti!

Myriam & Andrea

Dove siamo

Shinjukawa - Allevamento Shiba Inu Enci FCI C.da Tiegno, 86170 Isernia (IS) 320 423 4365 info@shinjukawa.it Lun–Ven 9:00–18:00 · Sab 10:00–13:00 Apri in Google Maps

La mappa è fornita da Google e carica cookie di terze parti solo quando la attivi.