Il richiamo dello Shiba Inu: perché non torna (e come si costruisce)

di Andrea Fedele 6 min lettura Cura e sviluppo

Il tuo Shiba non ti disobbedisce: decide. Il richiamo non si pretende — si costruisce, a partire dai primi sessanta giorni.

Lo Shiba “non ascolta”: testardaggine o indipendenza funzionale?

Quando leggo “lo Shiba è testardo” o “lo Shiba non obbedisce”, capisco che molti non conoscono né comprendono la storia dello Shiba. Lo Shiba moderno nasce come tentativo di “ricostruire” il piccolo ausiliare da caccia che era stato per secoli il compagno dei “Matagi”, i cacciatori giapponesi. Il particolare tipo di caccia praticato, che da loro prende il nome, prevedeva che il cane si muovesse liberamente a distanza dal cacciatore e che quindi fosse in grado autonomamente di prendere decisioni. È questo che è stato selezionato e valorizzato per secoli nei progenitori dello shiba moderno. L’indipendenza non è quindi un difetto, ma un tratto della sua natura che esprime appieno nella sua funzione (la caccia) e che purtroppo si va perdendo. Chiamarlo e aspettarsi la risposta che si avrebbe da un retriever significa fraintendere o aver sbagliato razza.

Il richiamo si costruisce a 60 giorni

Come si costruisce un richiamo affidabile? Semplicemente non si può imporre: il suo istinto verrà sempre prima, e sarà lui a decidere se tornare è conveniente o meno. Allora cosa è possibile fare?

Nelle nostre cucciolate l’educazione al richiamo inizia non appena i cuccioli sono abbastanza grandi da essere portati all’aperto, rendendo da subito la presenza e l’interazione con l’essere umano positiva e stimolante. Con pazienza e metodo il cucciolo impara che tornare e stare con noi è piacevole e conviene. I cuccioli, tra l’altro, si allontanano e tornano verso di voi istintivamente con il classico movimento a “stella”: voi per loro siete il centro, il riferimento, è questo che dobbiamo rinforzare, ed alla consegna vi spieghiamo esattamente come fare.

Fondamentale iniziare subito a costruire una relazione solida. Un forte legame si struttura nel tempo, e passa fondamentalmente per due punti, affetto e fiducia.

Lo Shiba non è un cane avvezzo alle smancerie, ma quando vi cerca dovete esserci e dedicargli il tempo che vi chiede. Dategli qualche carezza, dei grattini dietro l’orecchio o ai lati del torace (ne vanno tutti pazzi) e mentre lo fate guardatelo negli occhi e ditegli quello che vi verrà dal cuore con voce dolce e calma. Rendete interessante e piacevole la vostra vicinanza, portate sempre in tasca dei premi o qualche giochino, un sonaglio o una pallina, quello che più gli piace: quando lo chiamerete e verrà, premiatelo. Non dovete fare nulla di più.

Se quando sarete in passeggiata il cucciolo avanzerà compiendo dei cerchi intorno a voi, cosa che vi causerà frequenti giravolte e cambio di mano per non restare annodati nel guinzaglio, non dovete innervosirvi, significa che voi siete il suo riferimento, ed è molto positivo. Questo comportamento è l’evoluzione della stella, e tenderà a sparire con l’aumentare della fiducia in se stesso e la maturità, ma quello che nel frattempo siete diventati per loro resterà nel tempo. È fondamentale che in quel periodo siate un riferimento autorevole, e soprattutto evitiate i traumi. Su come comportarsi in passeggiata abbiamo un apposito articolo che vi invito a leggere, ed è il naturale complemento di questo.

Questo vi garantisce che tornerà sempre? No, ma garantisce che vi cercherà quando lo stimolo prevalente del momento sarà finito. Questo è quello che facciamo con i cuccioli, e vi insegniamo a fare a casa. Chi parla di “testardaggine” descrive il sintomo; noi lavoriamo sulla causa.

Errori che rovinano il richiamo

Quando chiamiamo ed il cucciolo o l’adulto non tornano ci sono alcuni errori da evitare, errori che possono compromettere il lavoro fatto.

  1. Chiamare compulsivamente — Il richiamo è sempre fatto di due parole: nome - vieni. Va insegnato così e deve essere sempre usato allo stesso modo finché non sarà consolidato. Quando il cane ignora la nostra richiesta, ripetere ossessivamente vieni, vieni, vieni… o cambiare parola (dai, andiamo, ecc.) o un mix tra queste, fa perdere di valore a quello che è a tutti gli effetti un comando. La richiesta va fatta massimo 2-3 volte, se non ottiene risultato bisogna cambiare strategia.

  2. Rincorrerlo gridando — Nella migliore delle ipotesi gli insegnerete a scappare meglio, per lui è un gioco e vince sempre; nella peggiore potreste spaventarlo facendolo fuggire ancora più lontano, danneggiando la vostra relazione.

  3. Sgridarlo al rientro — Lo Shiba, ma in generale tutti i cani, vivono nel qui ed ora, non collegano un evento attuale a un comportamento tenuto anche solo pochi minuti prima. Per questo sgridarli è inutile e controproducente se non fatto con tecnica e consapevolezza (vedi l’apposito articolo di educazione di base). Sgridandolo peggiorerete la situazione, perché collegherà il ritorno alla punizione e la prossima volta non tornerà. Al contrario anche se vi ha fatto penare, ingoiate il nervosismo e premiatelo appena torna.

  4. Cattiva gestione della lunghina o del guinzaglio retrattile — strattonare il cane in passeggiata perché fa cose che a voi non vanno, o al contrario lasciargli fare tutto ciò che vuole, sono entrambi comportamenti sbagliati e controproducenti. La passeggiata è uno di quei momenti in cui si può più facilmente valutare la relazione tra cane e proprietario, ed è anche uno dei momenti in cui si costruisce, perché è un’attività da fare insieme, ed insieme significa che dovete dare al momento la giusta importanza. Vedo molti proprietari condurre il loro cane senza degnarlo di alcuna attenzione, passeggiano, ma ognuno è per fatti propri. Non c’è relazione.

Ebbene, vi stupirà, ma il guinzaglio non è un mezzo di controllo o coercizione, è invece un mezzo di comunicazione. Quando avete il cane al guinzaglio chiudete gli occhi e cercate di capire attraverso il guinzaglio cosa sta facendo. Prestate attenzione a come il guinzaglio si muove tra le vostre dita, alle vibrazioni, alla tensione che trasmette. Vi assicuro che in breve sarete in grado di avvertire il cane anche se non lo vedete. Capirete cosa sta facendo attraverso i segnali che vi arrivano dal guinzaglio e sarete in grado di trasmettergli in modo naturale cosa volete che faccia e come comportarsi. Questo migliorerà la vostra interazione ed aumenterà controllo e fiducia reciproca.

  1. Trascinarlo verso di sé — se il cane non viene, non tiratelo. Intanto è terribile da vedere per chi vi osserva e poi, a causa dell’eccessiva tensione, il cane potrebbe sfilarsi il collare o la pettorina con tutti i possibili pericoli e conseguenze. Accorciate invece muovendovi verso di lui con calma, mantenendo la tensione. Quando sarete a contatto, se ancora vi ignora, ma non dovrebbe farlo, richiamate la sua attenzione, chiamatelo per nome e non appena vi guarda premiatelo. Ogni richiamo ignorato e non gestito gli insegna solo ad ignorarvi sempre di più.

Quando serve un educatore (e quale)

Se nonostante le indicazioni ed i vostri sforzi, non ottenete i risultati voluti, sentite che la relazione non vi soddisfa, notate atteggiamenti di possessività sulle risorse, paura o reattività al guinzaglio, potete rivolgervi a noi in ogni momento.

Per noi il supporto post-adozione di educatori cinofili e addestratori certificati ENCI/CEPAS con esperienza specifica di razza è parte del nostro programma, non un extra a pagamento. Quando serve siamo qui pronti ad aiutarvi.

In sintesi

Indipendenza da comprendere, richiamo da costruire fin da cucciolo, cinque errori da evitare, intervento professionale quando serve. Se vuoi un cucciolo impostato così, guarda i cuccioli disponibili, leggi le FAQ e conosci chi alleva.

Perché il mio Shiba non torna quando lo chiamo?

Perché è proprio della sua natura: è stato selezionato per cacciare e decidere in autonomia, senza l'intervento del cacciatore. Non è disobbedienza ma indipendenza funzionale. Il richiamo si costruisce con la relazione, rendendo ogni rientro conveniente.

Come si insegna il richiamo a uno Shiba?

Richiami brevi senza ripetizioni eccessive e sempre premiati, difficoltà per gradi. Nei nostri cuccioli l'impostazione inizia prima dei 60 giorni — con stella, premi e presenza positiva — e alla consegna mostriamo come continuare.

Devo sgridarlo se non torna subito?

Mai al rientro: collegherebbe il ritorno alla punizione. Se non torna, vai tu da lui con calma. Ogni richiamo ignorato e non gestito insegna a ignorarti.

Quando rivolgersi a un educatore?

Se la relazione non progredisce, o compaiono ringhi, paure o reattività: prima si interviene, meno il problema si consolida. Siamo educatori e addestratori certificati e l'assistenza post-adozione è inclusa nel programma.

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