La passeggiata con lo Shiba Inu: come si costruisce la relazione

di Andrea Fedele 7 min lettura Cura e sviluppo

Il guinzaglio non è un mezzo di controllo: è un mezzo di comunicazione. E la passeggiata è dove la relazione si costruisce e consolida passo dopo passo.

La stella: quando il cucciolo gira intorno a te

Se in passeggiata il cucciolo avanza compiendo dei cerchi intorno a voi, costringendovi a frequenti giravolte e cambi di mano per non restare annodati nel guinzaglio, non innervositevi: significa che voi siete il suo riferimento, ed è molto positivo. Questo comportamento è l’evoluzione della stella — il movimento con cui tutti i cuccioli si allontanano dal loro centro (la madre) per pochi metri e tornano subito indietro, come i raggi di una stella appunto, e tenderà a sparire con l’aumentare della fiducia in se stesso ed il raggiungimento della maturità.

Perché è importante capirlo: la stella è la prova visibile che il legame funziona. Il cucciolo si sente libero di esplorare perché sa di avere un luogo sicuro dove tornare, e quel luogo siete voi. Lasciate che giri, lodatelo quando torna verso di voi, premiatelo quando vi guarda, più la sua sicurezza aumenta più questi comportamenti andranno a scemare, ma quello che nel frattempo siete diventati per lui — il centro, il punto fermo — resterà nel tempo, consolidando il vostro ruolo ed il rapporto tra voi. In questa fase siate un riferimento autorevole e soprattutto evitate i traumi: niente strappi, niente urla, ma calma e costanza. Quando smetterà di fare “la stella”, sarà il momento di insegnargli a camminare al vostro fianco, anche se la maggior parte delle volte gli verrà spontaneo.

Il guinzaglio come comunicazione, non come coercizione

Vi stupirà, ma il guinzaglio non è un mezzo di controllo o di coercizione: è un mezzo di comunicazione, un filo che consente uno scambio di informazioni in entrambe le direzioni. Provate questo esercizio: fermatevi con il cane al guinzaglio e chiudete gli occhi. Cercate di capire solo dalle sensazioni che il guinzaglio trasmette cosa sta facendo — se annusa, se è teso verso qualcosa, se si sta per sedere. Prestate attenzione a come il cuoio o la fettuccia si muovono tra le vostre dita, alle vibrazioni, alla tensione che trasmette. Vi assicuro che in breve sarete in grado di avvertire il cane anche senza vederlo, e lui imparerà a sentire le vostre intenzioni prima ancora dei comandi vocali.

Gli errori da evitare

Strattonare il cane in passeggiata perché fa cose che a voi non vanno — tirare per impedirgli di annusare, per farlo camminare dritto, per punizione — rompe la fiducia: il guinzaglio diventa il mezzo con cui arriva il dolore o lo spavento, e il cane vivrà la passeggiata come un momento di stress, ed imparerà a temere le vostre mani invece di fidarsi.

All’estremo opposto, lasciargli fare tutto ciò che vuole senza mai intervenire non costruisce nulla: il cane impara che voi non contate niente e che tirare paga sempre.

Anche qui il guinzaglio ci può aiutare attraverso la gestione delle distanze. Il cane deve imparare che se lo tengo “corto” vicino a me attaccato al corpo, significa che sono io a condurre, viceversa se lo lascio “lungo” significa che è libero di fare ciò che vuole ed è lui a condurre. Questa alternanza corto-lungo in passeggiata deve essere usata non appena i comportamenti a stella iniziano a diminuire ed il cane comincia ad affermare una certa autonomia.

La condotta posturale

L’ultimo step è la “condotta posturale”. Ogni cane è in grado di leggere le nostre espressioni ed i micromovimenti del nostro corpo, ha una zona del cervello che si è appositamente sviluppata per farlo. È questo che gli consente di essere così reattivo quando cerchiamo di afferrarlo, e chiunque abbia provato a prendere uno shiba riluttante sa di cosa parlo. Ma questo può essere usato a nostro vantaggio per comunicare con lui. Attraverso la lettura del guinzaglio, si può adottare la condotta posturale.

La condotta posturale è il modo di usare il nostro corpo ed i suoi movimenti per condurre il cane in modo naturale e quasi invisibile. Si tratta di micro-correzioni di direzione impartite col corpo prima che con le braccia o anche solo la testa: semplicemente spostare il nostro peso a destra o sinistra durante la camminata provoca un cambiamento di direzione, ma la base è che il cane “vi senta” — dietro ci deve essere sempre la relazione tra voi.

Quando si applica questo tipo di tecnica ci si muove all’unisono, senza bisogno di correzioni al guinzaglio: per chi guarda è come osservare una coppia di ballerini eseguire una danza. Tutti penseranno ad un cane estremamente educato, mentre noi staremo semplicemente conversando attraverso il guinzaglio.

Tutto questo si raggiunge abbastanza velocemente se applicato nel modo corretto. All’inizio useremo frequenti cambi di ritmo e direzione per mantenere l’attenzione che va premiata, e premiamo allo stesso modo quando il guinzaglio è morbido. Un guinzaglio morbido va premiato sempre: è il cane che vi dice che sta scegliendo di restare con voi.

Lunghina e guinzaglio retrattile: sì o no?

La lunghina è una fettuccia da 5 o 10 metri — è lo strumento giusto per dare libertà gestita: il cucciolo esplora, annusa, sceglie dove andare entro un raggio sicuro, e voi restate l’ancora. È qui che si allena il richiamo in sicurezza e che il cane impara a gestire lo spazio senza perdersi. È senz’altro lo strumento giusto, anche se poco pratica e di utilizzo complesso in ambito urbano.

Il guinzaglio retrattile, quello con il meccanismo a molla per capirsi, è eccessivamente demonizzato a mio parere, mentre risulta più versatile della lunghina se usato correttamente. Caratteristica del retrattile è mantenere una tensione costante sul guinzaglio che può essere male interpretata dal cane (impara che tirare è lo stato normale delle cose), ma è facilmente aggirabile se conduciamo con 2 mani. In una terremo il retrattile da cui esce la fettuccia che faremo passare nell’altra mano che conduce. In questo modo avremo i vantaggi della lunghina e la praticità del retrattile in un colpo solo, oltre alla maggiore sicurezza di una doppia impugnatura. Questo ci aiuterà molto nel giocare sulle distanze, lungo-corto, e nella gestione delle emergenze (riavvolgere 8 o 10 metri di lunghina richiede tempo e tecnica per non fare disastri).

Se invece preferite avere due strumenti diversi, usate un guinzaglio fisso da addestramento (con quegli evidenti anelli metallici a distanze diverse) da 2 metri per la città e una lunghina per i parchi.

Regole pratiche: prestate sempre attenzione a potenziali pericoli ed abbiate un atteggiamento proattivo nell’evitarli. Ciclisti, altri cani, attraversamenti stradali: se intravediamo un pericolo fermiamoci finché non sia passato, se possibile cambiamo marciapiede, evitiamo di esporre il cane a stimoli negativi, spaventi o traumi.

Cosa valutare in passeggiata: lo specchio della relazione

Come detto, la passeggiata è uno di quei momenti in cui si può più facilmente valutare la relazione tra cane e proprietario — ed è anche uno dei momenti in cui la relazione si costruisce, perché è un’attività che va fatta insieme. Chi sa leggere una passeggiata vede tutto: il cane che vi controlla con occhiate frequenti mentre esplora contro quello che tira dritto senza mai girarsi; il guinzaglio morbido per lunghi tratti contro il tiro costante; l’annusare libero e rilassato contro il trascinarvi da uno stimolo all’altro.

Purtroppo molti proprietari conducono il loro cane senza degnarlo di attenzione: passeggiano, ma ognuno è per fatti propri, spesso il proprietario è al telefono, mentre il cane è in fondo al guinzaglio. Non c’è comunicazione, non stanno facendo qualcosa insieme, poi ci si stupisce se il cane non vi ascolta.

Chi siete voi per lui?

Correggere una brutta passeggiata significa cambiare il vostro approccio: prima di tutto dovete dedicare la vostra attenzione al cane, significa dare al momento la giusta importanza: quei 10 o 20 minuti della vostra giornata devono essere solo per lui. Cercate di entrare in empatia, leggete il vostro cane, è una delle cose più belle che si possa fare. Sentite cosa vuole, assecondatelo se possibile, gratificatelo quando fa la cosa giusta (vi guarda, rallenta, torna). Venti minuti di passeggiata fatta bene valgono più di un’ora di trascinamento reciproco. Se la passeggiata è una guerra quotidiana, il problema è quasi sempre nel rapporto, cambiate voi, cambierà il cane. Se avete bisogno di consigli siamo a vostra disposizione.

In sintesi

Stella da valorizzare e mai punire, guinzaglio come comunicazione e non coercizione, lunghina sì in spazi aperti e retrattile sì ma con metodo, passeggiata come specchio e cantiere della relazione. Per il richiamo affidabile leggete la guida dedicata; per un cucciolo impostato così guardate i cuccioli disponibili, leggi le FAQ e conosci chi alleva.

Il cucciolo gira intorno a me al guinzaglio: è normale?

Sì, è la stella: vi considera il suo riferimento e torna verso di voi esplorando a cerchi. Non sgridatelo e non strattonatelo: lodate i rientri e i vostri sguardi. Sparirà con la maturità, ma il legame che costruite ora resterà.

Meglio la lunghina o il guinzaglio retrattile?

La lunghina da 5-10 metri: libertà gestita in sicurezza, ideale per allenare il richiamo in spazi aperti. Il retrattile sì ma con metodo, altrimenti mantiene tensione costante e insegna al cane a tirare sempre.

Come capisco se la passeggiata va bene?

Guinzaglio morbido per lunghi tratti, occhiate frequenti del cane verso di voi, esplorazione rilassata. Se tira sempre dritto ignorandovi o vi trascina da uno stimolo all'altro, la relazione va costruita — a partire da voi.

Il cane tira da matti: cosa sbaglio?

Probabilmente strattonate per impedire invece di comunicare per guidare, oppure non premiate mai il guinzaglio morbido. Cambiate prima voi — passo, attenzione, premi al momento giusto — e il cane seguirà.

Quando serve un educatore per la passeggiata?

Se ogni uscita è una guerra, se il cane tira in modo eccessivo, è reattivo al guinzaglio verso cani o persone: prima si interviene, meno il problema si consolida. Il supporto post-adozione è parte del nostro programma.

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