Albero genealogico dello Shiba Inu dalle origini alle quattro linee fondatrici — fonte: Nihon Ken Hozonkai (NIPPO)

Le quattro linee fondatrici dello Shiba Inu moderno

di Andrea Fedele 10 min lettura Storia

Ogni Shiba Inu vivente oggi può essere ricondotto, attraverso il pedigree, a quattro linee fondatrici identificate da Mitsuharu Kanashi — giudice della Nippo (Nihon Ken Hozonkai) e una delle figure di riferimento dell’associazione, con una conoscenza enciclopedica delle genealogie della razza. Kanashi ha individuato quattro stalloni attorno a cui, nel dopoguerra, si è cristallizzata la ricostruzione dello Shiba dopo la quasi-estinzione: Gen, Korotama (Ichisuke), Tenkou e Matsumaru. Sono passati diversi decenni dalla sua analisi, e nuove linee si sono nel frattempo affermate, ma la struttura fondamentale resta: la maggior parte degli Shiba moderni porta nel proprio pedigree il nome di almeno uno di questi quattro cani.

Perché solo quattro

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo Shiba era ridotto a pochi sopravvissuti. Come abbiamo raccontato nell’articolo sulle tre popolazioni originali, la ricostruzione della razza fu un processo di fusione forzata tra i pochi cani rimasti — Shinshu, Mino, San’in e persino cani fuori standard come Korotama Go, il pinto nero-focato usato come outcross radicale.

Da quel pool genetico estremamente ristretto emersero, nel giro di poche generazioni, alcuni stalloni eccezionali che vennero usati intensamente come riproduttori. I loro figli migliori vennero selezionati, e i figli dei figli dopo di loro — fino a quando i tratti di quei fondatori si stabilizzarono in linee riconoscibili. È il meccanismo classico della formazione di una linea di sangue: un cane eccezionale imprime la propria impronta genetica nella discendenza, e quella impronta diventa il “tipo” della linea.

Il fatto che siano solo quattro riflette la realtà del collo di bottiglia genetico postbellico: la base era così ristretta che pochi stalloni dominarono la ricostruzione. Tutti gli Shiba moderni sono, in un certo senso, cugini.

Linea Gen — Hakuba No Gen Go Roukakusou

La linea Gen è considerata la più influente delle quattro. Il suo fondatore, Hakuba No Gen Go Roukakusou (白馬の源号 郎鶴荘), nacque il 9 settembre 1970. Era un maschio rosso, registrato Nippo con il numero 99422.

La sua genealogia racconta molto sulla strategia di ricostruzione dell’epoca. Hakuba No Gen nacque da un accoppiamento padre-figlia: Kojirou Go Garyuusou accoppiato con Matsumari Go Roukakusou, che era figlia dello stesso Kojirou. Un inbreeding estremo (COI del 25%) che concentrò i tratti delle linee fondatrici in un unico soggetto — esattamente la tecnica diagnostica di cui parliamo nell’articolo sulle linee di sangue.

Il risultato fu un cane che fissò un tipo riconoscibile e lo trasmise alla discendenza con straordinaria coerenza. Il nipote di Hakuba No Gen, Azumi No Take, vinse il Best in Show al Grand National Nippo del 1984 — la conferma che la linea aveva raggiunto e superato il livello dei migliori cani giapponesi.

La linea Gen si ramificò attraverso i vari figli e nipoti di Hakuba No Gen, ciascuno dei quali aprì il proprio ramo. È la linea dominante nello Shiba moderno — chi apre il pedigree di un qualsiasi Shiba e risale abbastanza indietro, con altissima probabilità troverà Hakuba No Gen.

Linea Korotama/Ichisuke — dal pinto alla gloria

La storia di questa linea è la più affascinante delle quattro, perché inizia con un paradosso: il suo fondatore era un cane fuori standard.

Korotama Go Hakkakusou (コロ玉号 白鶴荘) — il pinto nero-focato che abbiamo raccontato in dettaglio nell’articolo dedicato — fu introdotto come outcross radicale per salvare la razza dal collasso genetico. Il suo COI era 0%, il massimo della diversità possibile. Il prezzo fu l’introduzione dell’allele pinto nella popolazione.

La linea prese il nome alternativo “Ichisuke” dal discendente Ichisuke Go, attraverso cui i tratti migliori di Korotama — la diversità genetica, la robustezza, il vigore — vennero concentrati e raffinati eliminando progressivamente il difetto estetico della pezzatura.

La linea Korotama/Ichisuke si sviluppò poi in due rami principali:

Beniryu/Jouji — un ramo che porta i nomi dei suoi capostipiti principali.

Fukuryu/Toyonishiki — il ramo più celebre, il cui esponente di punta è Toyonishiki of Toyohashi Onoda. Toyonishiki vinse il Best in Show al Grand National Nippo del 1987 ed è considerato da molti studiosi giapponesi “il vero e eccellente erede” della linea Korotama — la massima espressione armoniosa di tutte le qualità ricercate dai maestri giapponesi nello Shiba.

L’importanza di questa linea è tale che i giapponesi hanno rinominato la linea originale “Ichisuke/Korotama” con i nomi dei due rami più illustri: Beniryu/Jouji e Fukuryu/Toyonishiki.

È attraverso la linea Fukuryu/Toyonishiki che lo Shiba giapponese è arrivato nel mondo occidentale in modo significativo. I primi allevamenti europei e americani che importarono soggetti dal Giappone lavorarono prevalentemente su questa linea.

Linea Tenkou — Tenko Go Jonenso

Il fondatore della linea Tenkou è Tenko Go Jonenso (天光号), un cane linebred su Naka Go. Come rivela l’albero genealogico Nippo, Tenko è figlio di Chikou — il secondo figlio di Naka Go, nato dall’accoppiamento con Nachihime — e rappresenta quindi un ramo genealogico diverso da quello delle altre tre linee, che discendono tutte da Nakaichi (l’altro figlio di Naka).

L’allevatore di Tenko fu Kenpei Ishikawa, una delle figure più influenti nella storia dello Shiba — aveva già allevato prima della guerra ed è stato tra i fondatori del distretto di Nagano come centro di selezione della razza.

Tenko non ebbe una carriera espositiva particolarmente brillante: gli mancavano alcuni premolari, un difetto ereditario conseguenza dell’inbreeding estremo del dopoguerra. Nonostante questo limite, vinse più volte nelle esposizioni regionali e si piazzò tre volte alla principale. Ma la sua importanza è nei discendenti: fu padre di Yu Hime e Tenryu, entrambi vincitori del premio del Primo Ministro (BIS) alle esposizioni Nippo. In totale, si contano undici tra i migliori cani del suo periodo che discendono direttamente da lui.

Il suo mantello era descritto come “rosso come il sole” — molto simile al colore originale dello Shiba classico.

La nonna materna di Tenko, Mari, proveniva da Korodama — un cane pezzato black&tan molto noto da Shikoku. Questo dettaglio collega la linea Tenkou alla linea Korotama attraverso il sangue di Shikoku, e spiega perché Kanashi parla di quattro linee “predominanti” ma non “separate”: sono rami dello stesso albero che si intrecciano continuamente.

La linea Tenkou fu anche una delle prime a essere esportata dal Giappone verso il mondo occidentale — fu quella che più di ogni altra portò lo Shiba in Europa e in America.

Linea Matsumaru — Matsumaru Go Shinshu Nakajimaso

Matsumaru Go Shinshu Nakajimaso (松真留号) era un maschio rosso, proveniente dal distretto di Nagano. Il suo nome compare nell’albero genealogico Nippo come discendente di Benimaru — figlio di Nakaichi, nipote di Naka Go — confermando la sua collocazione nel ramo di Nakaichi insieme alle linee Gen e Korotama.

Matsumaru fu padre di un numero straordinario di cuccioli vincitori. La figlia Maruhime vinse il premio del Primo Ministro (BIS) alla principale esposizione Nippo il 15 novembre 1970, e un anno e mezzo dopo Matsumaru stesso conquistò lo stesso premio — un caso rarissimo di padre e figlia entrambi vincitori del massimo riconoscimento della Nippo.

Negli anni ‘50 e ‘60, il distretto di Nagano produsse un numero impressionante di cani vincitori, e fu in gran parte merito di Matsumaru e dei suoi discendenti. Le vittorie di Matsumaru e Maruhime riportarono Nagano alla sua posizione storica di centro principale per la selezione dello Shiba — la stessa posizione che la prefettura aveva avuto prima della guerra come cuore della linea Shinshu.

Matsumaru morì nel 1979.

Oltre le quattro — altri stalloni fondamentali

L’analisi di Kanashi si concentra sulle quattro linee principali, ma il documento “Shibans Historia” — basato su “The Shiba Journal” di Yuko Salvadori — documenta altri stalloni che hanno avuto un’influenza determinante sulla razza negli anni ‘60 e ‘70.

Meiho Go Shimamura — inbred su Naka e Nakaichi, fratello minore del celebre Fuji Nishiki. Meiho era famoso per una caratteristica rara nel periodo postbellico: una dentatura perfetta e completa. In un’epoca in cui la perdita di denti e la malocclusione erano problemi endemici nella razza — conseguenza diretta dell’inbreeding estremo — avere un riproduttore con dentatura impeccabile era un vantaggio genetico prezioso. Uno dei suoi figli vinse il premio del Primo Ministro, e Meiho stesso era inbred su Naka e Nakaichi, portando una concentrazione elevatissima dei tratti del fondatore.

Hideyoshi Go Shinshu Kirinso — rosso, nato nel 1960. Fu il primo Shiba proveniente da Kyushu a vincere il premio del Primo Ministro — un fatto notevole perché fino a quel momento i vincitori venivano quasi esclusivamente dal distretto di Nagano. Il giudice Watanabe scrisse di lui: “Questa hund ha una naturale dignità… Molto buona espressione, naturale, con proporzioni ben bilanciate. Prima struttura del pelo e colore ideale.” La vittoria di Hideyoshi dimostrò che la qualità della razza si stava diffondendo oltre il cuore storico di Nagano.

Le nuove linee — l’evoluzione continua

Kanashi stesso ha precisato che dalla sua analisi sono passati diversi decenni e che “molte nuove linee si sono nel frattempo stabilite”. Quando un maschio riproduttore particolarmente influente emerge da una delle linee fondatrici, può dare origine a una sotto-linea che nel tempo acquisisce identità propria — con un “tipo” riconoscibile e caratteristiche distinte dalla linea madre.

I due rami della linea Korotama/Ichisuke — Beniryu/Jouji e Fukuryu/Toyonishiki — ne sono l’esempio più documentato: nate come sotto-linee, hanno acquisito una rilevanza tale da essere considerate linee a sé stanti dagli allevatori giapponesi.

Questo processo è continuo e non si ferma. Ogni generazione può produrre un soggetto capace di imprimere la propria impronta su una nuova linea — a condizione che venga riconosciuto, valorizzato e usato con metodo. È il lavoro dell’allevamento: non subire il patrimonio genetico ma plasmarlo consapevolmente, generazione dopo generazione.

Il limite delle fonti — e perché la ricerca continua

Grazie al documento “Shibans Historia” — serie pubblicata su Shiba-Nytt e basata su “The Shiba Journal” di Yuko Salvadori — e all’albero genealogico ufficiale della Nippo, oggi possiamo documentare in modo dettagliato tutte e quattro le linee fondatrici e i principali stalloni del dopoguerra. Ma la storia delle linee non si ferma agli anni ‘70.

La documentazione sulle generazioni successive — come le linee si sono evolute dagli anni ‘80 a oggi, quali nuovi stalloni hanno aperto nuovi rami, come la popolazione mondiale si è differenziata — vive prevalentemente nel libro genealogico della Nippo, che non è digitalizzato né accessibile al pubblico, e nella conoscenza orale che circola tra gli allevatori giapponesi durante gli eventi e le visite reciproche.

È uno dei motivi per cui la partecipazione diretta al Grand National e il contatto personale con gli allevatori giapponesi è così prezioso: è spesso l’unico modo per accedere a una conoscenza che non esiste in forma scritta accessibile.

Perché è importante per chi sceglie un cucciolo

Conoscere le linee fondatrici non è un esercizio accademico — è uno strumento pratico. Quando un allevatore ti dice “i miei cani vengono dalla linea Gen” o “lavoro sulla linea Fukuryu/Toyonishiki”, sta comunicando un’informazione precisa su quali tratti aspettarti, quale tipo di cane produce, e quanto in profondità conosce la genealogia dei propri soggetti.

Un allevatore che sa collocare i propri cani nel quadro delle linee fondatrici dimostra una conoscenza che va oltre il singolo pedigree — è una comprensione della razza nel suo insieme, della sua storia e della sua struttura genetica. E quando quell’allevatore sa anche dirti come le sue linee si collegano ai fondatori e quali scelte ha fatto per mantenerle o evolverle, stai parlando con qualcuno che alleva con metodo, non con chi accoppia cani a caso sperando nel risultato.

Riferimenti

  • Kanashi M. — Giudice Nippo, analisi delle linee fondatrici dello Shiba Inu. Citato in Hoshi No Tama Shiba (hoshinotama-shiba.com/history).
  • Salvadori Y. “Shibans Historia” (Del 1-5), The Shiba Journal. Tradotto in svedese da Christen Lang per Shiba-Nytt, poi da Annika Mårtensson. — Fonte principale per le biografie dei cani fondatori.
  • Nihon Ken Hozonkai (NIPPO). 柴犬系統図 — Albero genealogico ufficiale dello Shiba Inu, dalle origini alle quattro linee.
  • Haskett G., Houser S. (2003). “The Total Shiba.” Alpine Publications, Loveland, Colorado.
  • Atsumi N. “A Journey beyond Shiba II.” yokohamaatsumi.the-ninja.jp
  • Database genealogico: shibapedigree.com — schede Hakuba No Gen Go Roukakusou (id: 63600), Korotama Go Hakkakusou (id: 63615).

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