Cuccioli sesamo tenuti in mano in diverse posizioni secondo il protocollo Senso Puppy del dott. Colafranceschi

Stimolazione prenatale e sviluppo neonatale: cosa facciamo prima e dopo la nascita dei cuccioli

di Andrea Fedele 12 min lettura Cura e sviluppo

Un cucciolo non inizia a formarsi il giorno in cui nasce. Lo sviluppo neurologico, emotivo e comportamentale comincia nell’utero materno e attraversa fasi critiche nelle prime settimane di vita in cui il sistema nervoso è straordinariamente plastico e recettivo. La scienza ha dimostrato che le esperienze della madre durante la gestazione, le stimolazioni nei primi giorni di vita e la qualità delle cure materne influenzano in modo misurabile il temperamento e la resilienza del cane adulto. In Shinjukawa, questo non è un concetto teorico: è un protocollo che applichiamo a ogni cucciolata, dalla gravidanza allo svezzamento.

La scienza dello sviluppo prenatale

Per lungo tempo si riteneva che il cucciolo fosse una “tabula rasa” alla nascita — che tutto lo sviluppo comportamentale iniziasse dopo il parto. La ricerca degli ultimi decenni ha ribaltato questa visione.

Il sistema nervoso del cucciolo inizia a svilupparsi molto presto durante la gestazione. Strutture cerebrali fondamentali come l’ippocampo (memoria e apprendimento), l’amigdala (elaborazione delle emozioni), il cervelletto (coordinazione motoria) e l’ipotalamo (regolazione dello stress) si formano e maturano già nell’utero. E durante questa maturazione, sono influenzabili dall’ambiente.

In altre parole, le esperienze vissute dalla madre durante la gravidanza influiscono sullo sviluppo dei cuccioli. Il meccanismo è ormonale: il cortisolo materno — l’ormone dello stress — attraversa la barriera placentare e raggiunge i feti. È dimostrato che livelli cronicamente elevati di cortisolo materno possono alterare lo sviluppo dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) dei cuccioli — il sistema che regola la risposta allo stress per tutta la vita. Cuccioli nati da madri cronicamente stressate mostrano livelli di cortisolo alterati, maggiore reattività allo stress, e un sistema immunitario potenzialmente compromesso.

Ma se lo stress danneggia, al contrario l’arricchimento materno è in grado di proteggere e potenziare.

L’arricchimento gestazionale — cosa dice la ricerca

Uno studio pubblicato nel 2025 su Applied Animal Behaviour Science ha fornito per la prima volta evidenza diretta nei cani di quello che negli altri mammiferi era già documentato: l’arricchimento ambientale delle fattrici durante la gestazione influenza il comportamento dei cuccioli.

Lo studio ha confrontato fattrici gestanti sottoposte a un programma di arricchimento — maggiore stimolazione fisica, sociale e cognitiva durante la gravidanza — con fattrici mantenute in condizioni standard. I cuccioli delle madri arricchite mostravano a otto settimane profili comportamentali significativamente diversi rispetto ai cuccioli del gruppo di controllo.

Questo risultato nei cani conferma quello che studi su roditori avevano documentato da anni: l’arricchimento gestazionale aumenta i livelli di BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) — il fattore neurotrofico che promuove la crescita e la sopravvivenza dei neuroni — nel cervello della prole. Aumenta la neurogenesi ippocampale (la nascita di nuovi neuroni nell’area della memoria), riduce i comportamenti ansiosi e migliora le prestazioni cognitive. Effetti che persistono nell’età adulta e che, in alcuni studi, si trasmettono persino alla generazione successiva.

Cosa facciamo durante la gestazione

A circa 25 giorni, non appena avuta conferma di gravidanza, le fattrici vengono portate in casa, in una camera dedicata ed a stretto contatto con noi, dove sono viziate e coccolate per tutta la durata della gestazione.

Alimentazione controllata, ricca in acidi grassi omega-3 (DHA) che contribuiscono allo sviluppo cerebrale dei cuccioli, stimolazione tattile tramite carezze sull’addome, musica rilassante, un ambiente stimolante, sereno, confortevole e ricco di interazioni positive — il tipo di stimolazioni che la ricerca ha associato a benefici per lo sviluppo sensoriale dei feti.

Nulla di invasivo o forzato, semplicemente il prolungamento naturale del rapporto quotidiano con i nostri cani.

Una fattrice che “sta bene” sta contribuendo attivamente allo sviluppo neurologico dei suoi cuccioli prima ancora che nascano.

La finestra critica — dalla nascita ai primi 16 giorni di vita

Alla nascita, il cucciolo è neurologicamente immaturo: non vede, non sente, la termoregolazione è assente. Il sistema nervoso è in una fase di crescita esplosiva. È una finestra temporale in cui il cervello è straordinariamente plastico e ricettivo a stimoli che, in qualsiasi altro momento della vita, non avrebbero lo stesso impatto.

La ricerca fondamentale di Scott e Fuller (1965) e Fox (1972) ha identificato questa finestra come il periodo tra il 3° e il 16° giorno di vita — un intervallo in cui stimolazioni tattili, termiche e posizionali producono effetti misurabili e duraturi sullo sviluppo neurologico.

Negli anni ‘60 e ‘70, l’esercito americano sviluppò un programma chiamato “Bio Sensor” — poi noto come “Super Dog Program” — per migliorare le prestazioni dei cani militari. Il programma, successivamente divulgato dal Dr. Carmen L. Battaglia, e ripreso in italia dallo studioso Carlo Colafranceschi sotto il nome commerciale di “Senso Puppy”, prevedeva cinque esercizi specifici da eseguire una volta al giorno su ogni cucciolo durante questa finestra critica:

Stimolazione tattile: stimolazione delicata tra le dita delle zampe con un cotton fioc.

Testa in su: il cucciolo viene tenuto verticalmente con la testa verso l’alto per 3-5 secondi — il sistema vestibolare deve adattarsi alla posizione inusuale.

Testa in giù: stessa posizione, invertita — la testa verso il basso.

Posizione supina: il cucciolo viene adagiato sulla schiena nel palmo della mano per 3-5 secondi — una posizione di vulnerabilità che stimola una risposta di adattamento.

Stimolazione termica: il cucciolo viene posto su un panno umido freddo per 3-5 secondi — il sistema nervoso deve registrare e reagire allo stimolo termico.

I benefici documentati includono maggiore tolleranza allo stress, miglior performance cardiovascolare, ghiandole surrenali più reattive e maggiore resistenza alle malattie. Sono effetti che persistono nell’età adulta.

Oltre il protocollo — cosa conta davvero

La ricerca più recente suggerisce che il cucciolo riceva stimolazioni sensoriali appropriate durante la finestra critica — e che queste stimolazioni siano dolci, brevi e non eccessive.

Questo è esattamente quello che facciamo quotidianamente. Anzi, iniziamo ancor prima, dal parto.

Durante il travaglio, assistiamo la madre con la nostra presenza costante. Abbiamo visto che starle vicino e un fattore rassicurante, non si sente sola, e questo rende il momento meno stressante garantendo un parto più lineare, inoltre ci consente di capire se qualcosa non va e intervenire immediatamente.

Al momento dell’espulsione del feto, rompiamo la placenta e provvediamo a liberare le vie aeree con apposite manovre. Quando siamo sicuri che il cucciolo respira senza problemi, gli soffiamo delicatamente nelle narici: è li che avviene la magia, il cucciolo memorizzerà il nostro odore associandolo a quello della madre, e sarà per loro familiare.

Si chiama impregnazione — inizia appena nati e continua successivamente con una presenza costante durante le attività quotidiane.

Accarezzare i cuccioli mentre allattano, spostarli, restare semplicemente sdraiati accanto alla madre fornendo loro calore e riparo — tutto questo insegnerà al cucciolo che siamo parte della famiglia, e li condizionerà positivamente per tutte le attività che andremo a mettere in atto successivamente.

Da quel momento ogni cucciolo viene manipolato più volte al giorno — è impossibile guardare quei batuffolini e non prenderli per coccolarli un po’ — seguendo lo schema Bio Sensor, pesati e controllati, di fatto fornendo l’essenziale stimolazione neurologica precoce.

La differenza sta nella consapevolezza: sapere che quello che si sta facendo ha un impatto neurologico misurabile, e le stimolazioni vanno calibrate di conseguenza. Bisogna prestare attenzione a che i cuccioli non vengano sovrastimolati — lo stress è dannoso quanto la mancanza di stimoli — ma va trovato il punto di equilibrio, perché anche all’interno della stessa cucciolata ogniuno ha soglie di sensibilità diverse.

Con sole 3-4 cucciolate l’anno, possiamo dedicare a ogni singolo cucciolo il tempo e l’attenzione che questo approccio richiede. Non è un protocollo che si scala — è un lavoro artigianale che richiede presenza costante, osservazione continua e capacità di leggere ogni cucciolo.

Il ruolo della madre — e perché la sua maturità conta

C’è un dato dalla ricerca che spesso viene trascurato: il comportamento materno è uno dei fattori più influenti sullo sviluppo dei cuccioli, e le madri con più esperienza producono cuccioli con profili di stress più adattivi.

Uno studio della Purdue University ha dimostrato che i cuccioli di madri con più esperienza di parto e maggiore comportamento materno (licking, grooming, crouching) mostravano livelli di cortisolo basale più alti alla quinta settimana — un dato apparentemente controintuitivo, ma che i ricercatori hanno interpretato come segno di resilienza: non un eccesso di stress, ma un asse HPA più maturo e reattivo, capace di attivarsi quando necessario e di spegnersi dopo. Questi cuccioli da adulti mostravano meno paura e un adattamento più rapido ad ambienti nuovi.

Questo si collega direttamente alla nostra scelta di non mettere in riproduzione una femmina prima che abbia ottenuto il campionato — un percorso che richiede mediamente 2-3 anni. Non è solo una garanzia di qualità morfologica: è la certezza di accoppiare femmine mentalmente mature, pronte a prendersi cura della prole con la competenza che solo l’età e l’esperienza possono dare. Una madre matura, equilibrata e sicura di sé trasmette queste qualità ai cuccioli non solo geneticamente, ma attraverso il comportamento materno stesso — un fattore epigenetico che la scienza solo oggi sta iniziando a quantificare.

In Shinjukawa, bbiamo fattrici che mostrano di sviluppare relazioni affettive profonde e durevoli con i loro cuccioli, giocando attivamente con loro, fornendo gli appropriati schemi comportamentali e arrivando ad allattarli fino ai 3 mesi e oltre.

Dallo svezzamento alla consegna

La stimolazione non si ferma ai 16 giorni. Dalla terza settimana in poi, quando gli occhi e le orecchie si aprono e il cucciolo inizia a esplorare l’ambiente, la strategia cambia.

Dobbiamo dire che in allevamento, durante il periodo in cui ci sono le cucciolate, adottiamo un rigido protocollo di isolamento sanitario. Nell’area dedicata ai cuccioli nulla entra se non sanificato. Questo richiede pulizia e disinfezione quotidiana e abbigliamento e calzature dedicate per l’accesso alla nursery.

Conseguentemente i cuccioli non entrano in contatto con estranei fino a dopo la seconda vaccinazione, intorno ai 57 giorni di età. Eppure tutti i nostri proprietari vi diranno che i cuccioli alla consegna erano perfettamente socializzati. Com’è possibile?

Negli anni abbiamo sviluppato tecniche specifiche che ci consentono di raggiungere il risultato per altre strade — ma questo è un nostro segreto.

Intorno ai 40 giorni i cuccioli durante il giorno vengono spostati in un’area del giardino a loro dedicata, dove possono fare esperienza dell’ambiente — sole, vento, pioggia, altri animali — interagire con i giochi: ponticello, tunnel, palline di varie misure, attrezzi in corda, superfici diverse (erba, piastrelle, legno, ghiaia) e oggetti di vari materiali.

Qui avviene una delle fasi principali della socializzazione intraspecifica: l’incontro con “i nonni” — cani anziani con un temperamento adeguato ad assorbire le intemperanze di una banda di monelli e insegnare loro i corretti codici di comunicazione canina. Questa è anche l’importanza di tenere i soggetti anziani in allevamento: avere a disposizione cani dal carattere calmo, paziente e di grande esperienza, in grado di fornire insegnamento e guida ai soggetti più giovani.

Allo stesso tempo continuiamo la manipolazione, sottoponendo i cuccioli a una serie di attività: vengono lavati e asciugati per abituarli alla toelettatura (e perché devono essere puliti!), si ispezionano le orecchie, la bocca, si controllano denti, zampe, genitali, si procede al taglio delle unghie. Non ci deve essere manipolazione a cui il cucciolo non sia abituato.

Procediamo poi a fornire le prime basi educative: passeggiata al guinzaglio e richiamo — l’incubo di ogni proprietario di Shiba. Il nostro non è un addestramento formale: tutto avviene naturalmente, grazie alle fondamenta che abbiamo gettato precedentemente. Per i cuccioli noi siamo parte della famiglia, ed è naturale accettare quello che gli si chiede. Hanno sviluppato un rapporto, e grazie all’esperienza e alle competenze di educatori cinofili e addestratori, queste attività non sono improvvisate ma strutturate sulla base di una formazione professionale specifica.

Non è lo stesso che “far giocare i cuccioli in giardino” — il nostro è un programma consapevole e verificato che prepara ogni cucciolo alla vita che lo aspetta con voi.

Quello che chiediamo ai nostri proprietari è di proseguire questo lavoro prendendo il nostro posto. È nell’indole dello Shiba collaborare con il proprio umano — è scritto nel suo DNA, da quando i loro progenitori praticavano la caccia matagi sui monti del Giappone — ma deve fidarsi di voi. Bisogna che costruiate un legame.

Perché tutto questo conta per il tuo cucciolo

Quando un cucciolo Shinjukawa arriverà nella tua casa, non sarà un foglio bianco. È un cucciolo che ha beneficiato di un ambiente gestazionale curato, di stimolazione neurologica precoce nei primi giorni di vita, delle cure di una madre matura e competente, e di un programma di socializzazione e educazione all’avanguardia frutto di studio e di esperienza decennale specifica.

Non è qualcosa che si può comprimere o abbreviare — e non è qualcosa che un allevamento che produce molte cucciolate può offrire allo stesso livello, perché richiede tempo, presenza e attenzione individuale che non è possibile fornire su grandi numeri.

È uno dei motivi per cui effettuiamo poche cucciolate l’anno, e perché ogni cucciolo che esce da Shinjukawa porta con sé non solo la genetica delle nostre linee, ma le fondamenta emotive e comportamentali che gli sono state trasmesse — un valore aggiunto difficilmente replicabile, a garanzia di una vita serena ed equilibrata.

Riferimenti

  • Scott J.P. & Fuller J.L. (1965). “Genetics and the Social Behavior of the Dog.” University of Chicago Press. — Studio fondamentale sulle fasi di sviluppo e i periodi critici nel cane.
  • Fox M.W. (1972). “Understanding Your Dog.” Bantam Books. — Studi pionieristici sulla stimolazione neurologica precoce nel cane.
  • Battaglia C.L. (2009). “Periods of Early Development and the Effects of Stimulation and Social Experiences in the Canine.” Journal of Veterinary Behavior, 4(5), 200–210. — Protocollo ENS/Bio Sensor.
  • Gestational enrichment of commercial breeding dams (Canis familiaris) influences offspring behaviour. Applied Animal Behaviour Science, agosto 2025. — Primo studio a dimostrare l’effetto dell’arricchimento gestazionale sul comportamento dei cuccioli nel cane.
  • Basal Cortisol Concentrations Related to Maternal Behavior During Puppy Development Predict Post-Growth Resilience in Dogs. Purdue University Canine Welfare Science, 2024. — Collegamento tra comportamento materno, cortisolo neonatale e resilienza adulta.
  • Ciani E. et al. (2015). “Pre-reproductive maternal enrichment influences rat maternal care and offspring developmental trajectories.” Frontiers in Behavioral Neuroscience, 9, 66. — Effetti transgenerazionali dell’arricchimento materno su BDNF e neurogenesi.
  • Maternal and neonatal canine cortisol measurement in multiple matrices during the perinatal period. PMC8297866, 2021. — Cortisolo materno e passaggio placentare nel cane.

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