Educatori e addestratori certificati: come le nostre credenziali cambiano il modo di allevare
In Shinjukawa non siamo solo allevatori. Entrambi siamo Educatori Cinofili e abbiamo conseguito la Certificazione CEPAS European Dog Trainer Professional — e Addestratori Cinofili ENCI. Myriam ha inoltre conseguito il Master Allevatore Cinofilo ANMVI-ENCI. Queste competenze non sono medaglie appese al muro: sono strumenti che usiamo ogni giorno nel lavoro con i nostri cani e con le famiglie che li adottano.
Cosa significa la certificazione CEPAS
La certificazione CEPAS è un attestato ufficiale di terza parte indipendente che dimostra in modo oggettivo le competenze, le conoscenze e l’esperienza lavorativa di un professionista in un determinato settore. Nasce nel 1994 ed è l’istituto italiano leader nella certificazione delle competenze e della formazione. Dal 2016 fa parte del gruppo multinazionale Bureau Veritas ed è accreditato da ACCREDIA (l’Ente Unico nazionale di accreditamento italiano).
Essere in possesso della certificazione garantisce che una persona rispetti precisi standard di qualità stabiliti a livello nazionale o internazionale.
Per ottenerla bisogna:
Dimostrare di possedere determinati titoli di studio, ore di formazione specifica ed esperienza lavorativa.
Sostenere un esame teorico/pratico scritto e orale davanti a una commissione indipendente per valutare le reali competenze.
Inserire la certificazione come completamento di un corso significa garantire la qualità della formazione, tramite verifica di un ente terzo.
Cosa significa essere addestratori ENCI
Il corso di addestratori riprende in buona parte gli argomenti trattati nel corso da educatori, che spaziano dalla storia del cane a fondamenti di biologia e meccanica, all’evoluzione della teoria del comportamento animale, ma fornisce un taglio differente, approfondendo la parte relativa alle attività proprie della cinofilia per le attività di utilità sociale e le competizioni sportive.
Tra queste la ricerca olfattiva rivolta al ritrovamento di oggetti, animali o persone scomparse, la ricerca su macerie, agility, mobility, salvataggio in mare e altre discipline.
Ovviamente in un corso generalista vengono fornite le basi teoriche e le tecniche per l’impostazione del lavoro di addestramento, che poi andranno approfondite in corsi teorico-pratici specialistici a seconda della disciplina scelta.
Negli anni abbiamo partecipato a diversi corsi di specializzazione, con i nostri Shiba, e uno dei più interessanti è stato il “Seminario Internazionale di Odorologia Forense” — una branca della criminalistica e delle scienze forensi che studia, raccoglie e analizza le impronte olfattive umane lasciate sulle scene del crimine, su oggetti o su veicoli, impiegando unità cinofile appositamente addestrate. Il seminario è stato tenuto da uno dei massimi esperti mondiali, il Dott. Mario Rossillo, medico veterinario ed ex commissario della polizia argentina, responsabile scientifico delle squadre di odorologia forense del Ministero della Sicurezza, consulente internazionale per corpi di polizia, procure e università in vari Paesi, tra cui l’Italia.
Lo Shiba si è rivelato molto portato a questo tipo di impiego, assolvendo con efficacia i compiti di Reperimento — le molecole odorose individuate dal cane vengono prelevate sulla scena del crimine utilizzando garze sterili o aspiratori molecolari, per poi essere conservate in contenitori sigillati — e le successive fasi di Confronto e Perizia — attraverso un confronto olfattivo in laboratorio (la “ruota odorologica”), i cani comparano l’odore reperito con campioni prelevati dai sospettati per confermare o escludere la presenza di una persona sul luogo del reato.
Tutto questo rende la ricerca molto più rapida ed economica, aumentando notevolmente le possibilità di risolvere crimini particolarmente complessi o in cui il tempo è un fattore critico, ad esempio nei casi di rapimento.
Tutte le conoscenze acquisite hanno contribuito a fornirci tecniche e spunti di riflessione che ci hanno portato allo sviluppo di metodologie e tecniche proprie, specificamente tagliate sullo Shiba e sulla sua gestione in allevamento, consentendoci una comprensione approfondita dell’aspetto comportamentale-cognitivo che applichiamo quotidianamente.
Un esempio concreto. Un proprietario ci chiamò perché il suo Shiba, dopo circa un anno e mezzo, aveva iniziato a mostrare ansia quando veniva lasciato solo in casa: abbaiava alle tende del salone e danneggiava mobili e oggetti. Per noi era inspiegabile — come poteva un cane che era sempre stato tranquillo iniziare all’improvviso a mostrare questi comportamenti senza, a detta del proprietario, alcun motivo? Lo conoscevamo e conoscevamo anche i fratelli.
Dopo un rapido giro di telefonate per sentire anche gli altri proprietari, confermammo che Ken era l’unico a mostrare comportamenti inappropriati e cominciammo a indagare. Il cane era stato abituato a restare solo in casa e sapeva gestire la situazione — doveva esserci un fattore scatenante che aveva alterato l’equilibrio.
Chiedemmo al proprietario se fosse successo qualcosa in sua assenza, qualcosa di cui magari nemmeno lui era a conoscenza, suggerendogli di chiedere ai vicini. Scoprimmo che nel palazzo erano in corso lavori sulle facciate e che in sua assenza degli operai erano intervenuti per sistemare il balcone al piano superiore utilizzando attrezzatura pesante — martelli demolitori, flex — stazionando sull’impalcatura proprio di fronte alla finestra del salone.
Il cane si era trovato a fronteggiare da solo quello che probabilmente aveva vissuto come un tentativo di intrusione, un pericolo imminente che lo aveva traumatizzato associandolo al ponteggio esterno, che da quel momento viveva come un pericolo. Trovata la causa, suggerimmo al proprietario come comportarsi e tutto tornò alla normalità in una decina di giorni.
Un allevatore senza formazione non avrebbe saputo dare il consiglio giusto.
Un allevatore senza formazione non sarebbe stato in grado di dare il consiglio giusto — probabilmente avrebbe suggerito di isolarlo in una stanza (cosa che il cane avrebbe vissuto come una punizione) o di rivolgersi a un veterinario per un approccio farmacologico, cose che avrebbero solo peggiorato la situazione.
Come cambia l’allevamento
Essere educatori e addestratori ha cambiato radicalmente il modo in cui alleviamo e approcciamo il cane. Le conoscenze acquisite fanno ormai parte del nostro bagaglio e vengono applicate quotidianamente in allevamento in modo naturale. Essere educatori e addestratori porta necessariamente un cambio di mentalità, ti fa vedere il cane nella sua complessità — è la differenza tra un approccio professionale e uno amatoriale.
Dunque non ci limitiamo a far nascere cuccioli sani e belli — lavoriamo quotidianamente con i nostri cani per il loro benessere comportamentale e cognitivo. Questo significa che un cucciolo Shinjukawa arriva già preparato a:
Sporcare fuori — una delle prime conquiste che i proprietari apprezzano immediatamente.
Camminare al guinzaglio — le basi, non l’addestramento formale.
Gestire il contatto con le persone — senza paura né diffidenza eccessiva.
Gestire situazioni nuove e impreviste — la resilienza che viene dalla stimolazione precoce.
Tollerare la toelettatura — bagnetto, pulizia orecchie, taglio unghie, tutto già sperimentato.
Lo Shiba non risponde alle tecniche standard di addestramento — è un cane che collabora solo se ne comprende il senso, e questo richiede un approccio diverso da quello che si insegna nei corsi. Un approccio che può nascere solo dall’esperienza.
Il valore per chi adotta
Per chi adotta, avere un allevatore che è anche educatore significa avere la garanzia di un supporto specialistico costante per qualunque problema. Domande su comportamento, socializzazione, alimentazione, gestione delle risorse, reattività — possono avere risposta dalle stesse persone che hanno allevato il cucciolo. Risposte su misura, perché chi risponde conosce quello specifico cucciolo dal primo giorno — non risponde per modelli teorici o protocolli generalisti, ma per esperienza diretta.
Il Master Allevatore Cinofilo ENCI-ANMVI
Il Master Allevatore Cinofilo è il percorso di alta formazione organizzato dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) in collaborazione con l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, dedicato ad allevatori e appassionati del cane di razza.
Il suo scopo principale è garantire una formazione specialistica di alto livello e fornire agli allevatori gli strumenti necessari per garantire salute, benessere e tipicità del cane di razza.
Il percorso si sviluppa nell’arco di un anno ed è suddiviso in tre moduli didattici distinti:
Modulo 1: focalizzato sulla riproduzione canina e sull’importanza e gestione del Libro Genealogico.
Modulo 2: incentrato su pediatria, malattie dell’accrescimento, genetica e diagnosi delle patologie ereditarie.
Modulo 3: dedicato alla gestione pratica dell’allevamento — igiene, controllo delle malattie infettive, etologia e comportamento, adempimenti fiscali e normativi.
Per poter partecipare è necessario sottoscrivere il “Codice Etico degli Allevatori di Cani” allegato alle Norme Tecniche del Libro Genealogico del cane di razza dell’ENCI, che impone una serie di obblighi e stringenti prescrizioni comportamentali all’allevatore.
Il concorso di queste conoscenze contribuisce a costituire ciò che siamo, alla serietà e professionalità che ci contraddistinguono.
Perché tutto questo conta
Va ricordato che in Italia la professione di educatore cinofilo non è riconosciuta — chiunque con un corso da weekend può autoproclamarsi educatore. Ecco perché abbiamo scelto di seguire un corso di 240 ore accreditato presso Bureau Veritas: fa tutta la differenza.
Per quanto ne sappiamo, siamo gli unici allevatori di Shiba Inu in Italia a possedere tutte e tre le credenziali: Certificazione CEPAS European Dog Trainer Professional, Addestratore Cinofilo ENCI, e Master Allevatore Cinofilo ANMVI-ENCI.